Quanto è importante il gioco per i bambini

Per ogni bambino, il gioco è di vitale importanza perchè rappresenta uno dei modi più divertenti e semplici per condurlo alla scoperta del mondo e della realtà che lo circondano.

In questo modo può imparare a gestire anche le emozioni con le quali dovrà confrontarsi durante la vita come la paura, l’odio, l’amore e l’odio.

Nel regno animale possiamo vedere che solo gli animali superiori praticano il gioco durante la prima parte della propria della loro esistenza, questo ci porta a concludere che l’attività ludica sia correlata in maniera molto forte con l’attitudine di imparare.

Il bambino, giocando, riesce ad aumentare le capacità del suo fisico, inoltre sviluppa anche la socialità, la fantasia, l’affettività e l’intelligenza.

Nel passato, gli antichi consideravano il gioco come una perdita di tempo, un aspetto dell’infanzia che doveva essere represso. Il primo a sostenere che il gioco doveva invece essere vicino allo studio fu Platone, arrivando a sostenere che gli insegnanti avrebbero dovuto preparare i loro discepoli giocando. Lo studio del significato scientifico del gioco è stato preso in esame solo in età moderna.
Le domande a cui gli studiosi hanno cercato di rispondere sono state quelle del tipo: “Perchè gli uomini e gli animali superiori destinano una parte del loro tempo al gioco?” e poi “L’attività ludica che, apparentemente sembra del tutto inutile, ha invece un senso?”

A qualsiasi genitore è accaduto di partecipare al gioco che vede il figlioletto, seduto nel seggiolone, lanciare ripetutamente un giocattolo, in questo modo, vedere la madre che raccoglie il giocattolo da terra per poi consegnarlo nelle su e mani, è un grande divertimento per il bambino ma non solo, infatti, questa è un’occasione per lui per acquisire autorità sul mondo esterno e sulle persone che lo circondano: sta imparando a far emergere la propria volontà e a manipolare gli oggetti. Un altro gioco importante è quello del “cucù”, perchè rassicura i il bambino che le cose che scompaiono dalla vista non vanno via per sempre, e, per analogia, anche quando la mamma si allontana, lo fa per poco e poi torna.

Per conoscere bene un bambino, non c’è modo migliore di osservarlo mentere gioca, infatti è questo il momento in cui può esprimere se stesso, è qui che ha la possibilità di elaborare e tirare fuori i sentimenti e le emozioni, sentimenti negativi come la paura e la rabbia ma anche positivi. Inoltre è il momento in cui manifesta le sue inclinazioni, preferenze e tendenze.

A seconda dell’età, i giochi dei bambini variano notevolmente ed è fondamentale non imporre le proprie idee influenzando le loro naturali abitudini.

  • Dalla nascita ai 24 mesi
    Il bambino interagisce con le cose e prova piacere giocando. I giochi riguardano solo l’esercizio dei sensi: udito, gusto, tatto, vista.
  • Dai 2 ai 6 anni
    Lo sviluppo dell’immaginazione ha inizio in questo periodo. Il bambino gioca prendendo spunto dalla vita reale ricreandone le situazioni. Ama calarsi nei panni di un genitore, di un animale o di un bambino di sesso opposto mostrando come vede il mondo dal suo punto di vista.
  • Dai 7 ai 12 anni
    E’ una fase importante perchè, con l’intervento di altri bambini, ha inizio il gioco sociale. Per giocare in gruppo occorre stabilire delle regole e questo significa imparare ad accettarle e condividerle.

Al giorno d’oggi gli impegni per i genitori sono sempre tanti e gravosi, per questo spesso usano i videogiochi e la televisione come un aiuto che permette loro di prendersi qualche pausa. Ma la ripetitività di questo comportamento porta i genitori a dimenticare come si gioca con i propri figli fino a provare un senso di disagio quando lo fanno. Eppure il segreto per riuscire in questo impegno è davvero facile, basta tornare con la mente a quando si era bambini e, con la mente libera da qualsiasi pensiero, tornare ad essere spontanei. Giocare con i figli è sempre un’esperienza unica che rafforza il senso di unità oltre a regalare momenti indimenticabili che saranno apprezzati ancor più negli anni futuri.

Chi si lamenta di non avere molto tempo a disposizione per giocare, suggeriamo di riflettere sul fatto che un’attività divertente può essere anche pulire casa, cucinare, fare qualche lavoretto in giardino ed il gioco non deve essere necessariamente rappresentato da un videogames o un gioco da tavolo.

La condivisione è il punto base di qualsiasi attività ludica, non necessariamente solo tra coetanei ma anche tra persone di età diversa, per esempio un genitore può scambiare informazioni importanti con un piccolo figlio sui vari aspetti dell’esistenza.