Formazione dei militari con i videogiochi

Immaginate se una parte del fabbisogno di posti di formazione inclusi i videogiochi? Suona come divertimento? Per le giovani reclute militari già sperimentato in gioco molto tempo prima che il loro diploma di scuola superiore, questa è una piacevole realtà.

Tutti noi siamo abituati a considerare i videogiochi solo come un mezzo per divertirsi. In realtà questi softwares trovavno molti impieghi anche al di fuori della classica situazione di gioco. Ad esempio è stato scoperto che nel campo militare essi si sono rivelati non solo utili strumenti di formazione, ma efficaci strumenti utilizzati nella fase di reclutamento. Per molti giovani la prospettiva di andare a lavorare e giocare a un videogames con tema la guerra fredda, rappresenta un sogno che si avvera.

L’addestramento dei soldati si è evoluto, oggi sono i figli dell’era digitale, questi sono i ragazzi che sono cresciuti giocando a Game Boy. Comunque queste nuove forme di addestramento non sono del tutto nuove. I simulatori di volo furono usati già nel lontano 1940 per addestrare i potenziali piloti della Seconda Guerra Mondiale. La tecnologia avanzata applicata ai giochi di oggi ha fornito alla formazione una visione più realistica delle situazioni di guerra che i soldati troveranno sul campo. Ai nostri giorni l’esercito ha anche un ufficio di formazione e di comando che si occupa di studiare e progettare i giochi, noto come TRADOC. I programmatori che sviluppano i videogiochi vengono ingaggiati dall’esercito per creare giochi orientati a fini di addestramento militare. E’ stato appurato che questo tipo di formazione migliora e rafforza il coordinamento occhio-mano.

Molti militari sono soliti giocare con i videogiochi anche durante il tempo libero e rappresenta una delle loro attività di svago favorita. Alcuni sono addirittura dipendenti. Uno dei giochi più apprezzati è stato un best-seller sparatutto in prima persona, il famoso gioco chiamato Halo 2. Anche se la formazione diretta sul campo è essenziale, l’esercito ritiene molto utili anche le simulazioni elettroniche. Alcuni soldati hanno riferito che durante il combattimento reale si sentivano come se stessero realmente giocando con uno dei loro video giochi. La linea tra realtà e fantasia a volte si sovrappone.

Le armi usate in questi giochi sono repliche virtuali di quelle usate dai soldati in Iraq. Dal momento che i soldati di oggi sono molto più informati sulle armi rispetto ai loro predecessori, sono più facili da addestrare. Ciò è dovuto al fatto che sono cresciuti con i giochi sparatutto in prima persona prima di entrare nell’esercito. Essere in grado di sparare e far saltare in aria persone, oggetti, mostri, ecc, nel mondo della realtà virtuale dei videogiochi, aiuta i soldati di questa generazione, essi si sentono meno inibiti quando puntano le loro armi vere contro i nemici reali.

Sia in guerra che durante il gioco l”obiettivo del soldato è lo stesso: uccidere l’altra persona e sopravvivere. Ovviamente l’esperienza vissuta in una vera guerra non è la stessa che si vive nel mondo della realtà virtuale. I videogiochi non potranno mai preparare gli uomini a affrontare gli orrori della battaglia e la morte di persone innocenti. Essi possono aiutarli a diventare migliori tiratori, ma il trauma emotivo è più difficile da affrontare e nessun mezzo elettronico potrà mai aiutare a superarlo. I giochi sono divertenti perché non sono reali e quando si viene uccisi basta cliccare reset per resuscitare. In guerra, il pulsante di riavvio non esiste e non si può iniziare una nuova partita.

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