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Addio alle console, sarà online il futuro dei videogiochi

Posted by admin On luglio - 10 - 2013

La crisi economica colpisce tutti i mercati ed i settori ed anche l’industria dei videogiochi potrebbe essere investita presto. Nonostante il numero di console da gioco presenti nelle case sia il più grande mai raggiunto nella storia, molti analisti prevedono la loro fine. Quali potrebbero essere le cause di questa grave prospettiva?

La fine delle console è legata allo sviluppo del cloud ed alla conseguente trasformazione di questi sistemi di intrattenimento in servizi. Per cominciare a capire il perchè di questa trasformazione, dobbiamo prima analizzare i motivi che hanno generato la crisi.
Facciamo un esempio immaginando un mercato caratterizzato da un livello di competizione feroce e con l’offerta che si rinnova continuamente. L’unico modo con il quale le aziende possono tentare di sopravvivere in un ambiente molto aggressivo, è quello che prevede un aggiornamento dei propri prodotti con un ritmo veloce in modo da sollecitare i propri clienti a consumare periodicamente se vogliono rimanere aggiornati. Questa regola vale per tutti i settori ma è particolarmente importante per quelli commerciali tecnologici. Negli ultimi anni abbiamo visto come la Apple è stata costretta a ridurre il ciclo di aggiornamento dei suoi prodotti contro la concorrenza spietata di Samsung e di altre aziende asiatiche.

Teniamo comunque presente che questo settore è uno dei meno colpiti dalla crisi grazie alla grande richiesta di prodotti tecnologici ed alla volontà dei consumatori di rinnovare frequentemente i modelli dei loro telefoni e altri dispositivi elettronici. Da parte sua, l’ecosistema tradizionale delle console casalinghe è supportato da un ciclo di vita di 5 anni o più.

Il problema è che sia gli sviluppatori che i produttori di console hanno abituato i giocatori a frequenti e giganteschi balzi tecnologici. Sony e Microsoft stanno conducendo una battaglia feroce che è stata finanziata con risorse prodotte da altre divisioni all’interno delle rispettive aziende. Come giocatori, dobbiamo essere consapevoli di quanto sia stato artificiale il progresso tecnologico delle console di ultima generazione. Questo però non significa che i modelli di business che consentono lo sviluppo di grandi giochi come Uncharted 3 o Halo 4, non sia sostenibile.
 
Siamo nel 2013 ed in questo anno, l’attuale generazione, compie otto anni. Questo ciclo di rinnovamento, è stato uno dei più lunghi del settore. ora, se vi chiedessimo di pensare ad a un produttore di console la cui attività principale è basata sui videogiochi, probabilmente, il primo nome che vi viene in mente è quello di Nintendo. Questa azienda giapponese ha impostato il suo modello di business in modo corretto ed è l’unica che è riuscita a sopravvivere e persino fare soldi vendendo le console. Tuttavia, tutti quelli che hanno chiesto un enorme salto tecnologico per la coppia di console di Sony e Microsoft hanno decretato contemporaneamente, ed involontariamente, la rovina di Nintendo.

Perchè una società che ha subito disastri come il GameCube dovrebbe continuare sulla stessa strada e andare verso il fallimento? Sony e Microsoft hanno finanziato la PlayStation 3 e Xbox 360, rispettivamente, con i soldi prelevati da altre divisioni. L’industria dei videogiochi non poteva sostenere una svolta tecnologica così brutale. Il fatto che Nintendo sia una delle poche aziende in grado di vendere sistemi di gioco ad un costo più alto di quello di produzione, la dice lunga sulla natura del settore. Essi semplicemente non possono permettersi di sacrificare il loro margine di profitto a favore di un più vasto numero di console installate.

Come tutto ciò potrebbe influenzare la prossima generazione?
Prima di tutto dobbiamo capire che la causa della durata eccessiva di questa generazione di console è dovuta al rapido ritmo di crescita. Basta stare a guardare i titoli di Skyrim per avere un’idea del grande numero di persone necessarie per sviluppare un moderno gioco classificato AAA. La pressione economica che un titolo di questo tipo genera sia in studio che nella compagnia che lo pubblica è enorme, per cui l’attuale generazione è stata afflitta da trilogie complete e sequel ed i costi connessi con la creazione di una nuova proprietà intellettuale sono diventati proibitivi. Per recuperare questi investimenti, le società hanno messo a punto varie risorse come abbonamenti, microtransazioni, DLC, e altri sistemi.

Prepariamoci nel prossimo futuro ad assistere prima e diventare protagonisti subito dopo, di un nuovo modello di business del settore dei videogiochi basato su queste modalità.

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