Giochi d’altri tempi: I Birilli

BirilliCome si giocava quando ancora non esistevano i videogames e gli smartphone? Con questo primo articolo, dedicato al gioco dei birilli, iniziamo un viaggio nel passato nel quale ripercorreremo la storia dei giochi popolari.
Quelli erano i tempi in cui il gioco aveva una grande forza di associazionismo e significava, essenzialmente, stare insieme.

E’ risaputo che la storia è fatta di corsi e ricorsi ed allora perchè non provare subito a divertirsi alla vecchia maniera?

Il gioco dei birilli, che comprende moltissime varianti di cui procederemo a spiegare più avanti, è uno dei giochi più antichi mai conosciuti.
Il più antico ritrovamento di questo gioco risale al 3200 a. C., nella tomba di un bambino egiziano a Nagada, conservati ora ad Oxford, all’Ashmolean Museum of Art and Archaeology. Si tratta di nove pezzi di pietra da collocare come birilli, da abbattere con una sfera di pietra che deve però prima passare in mezzo ad un arco, fatto di pietra.
Il gioco era d’altronde praticato anche nell’antica Roma, come testimonia un affresco presente su un sarcofago ora conservato ai Musei Vaticani.

Come per le epoche precedenti, abbiamo molte testimonianze di giochi riconducibili ai birilli anche nel Medioevo, fra cui numerosi affreschi e persino alcuni arazzi, disposti sia in Europa Meridionale che nelle regioni del Nord; anche se le prove maggiori riguardo alla pratica di questo sport appaiono nel XV secolo.

Secondo alcune fonti (non ufficializzate) il gioco si è diffuso in Europa partendo dalla Germania (abbiamo infatti una testimonianza del gioco dei Birilli in questo paese nel Renner di Hugo Von Timberg, opera risalente al 1300), anche se deve essersi poi diffuso a macchia d’olio, visto che nel 1370 il re di Francia, Carlo V, si vide costretto a vietarlo, poichè esso dava adito a troppe scommesse; nonostante ciò fu poi ripreso in seguito dai nobili.

Sia in Inghilterra che in America del Nord fu molto apprezzato (veniva normalmente giocato nella variante dei 9 birilli), e quando in Gran Bretagna il gioco fu vietato per legge, la normativa fu elusa aggiungendo un birillo: fu così creata la variante arrivata sino ad oggi con il nome di Bowling.
Le forme in cui si declina questa attività ludica sono le più disparate, anche se fondamentalmente la regola di base è sempre una, dal gioco praticato in Egitto al nostro moderno bowling: far cadere quanti più birilli possibili mediante il lancio di un attrezzo, che può essere la classica “palla” da bowling moderna, una boccia dalla forma irregolare, un birillo oppure una piastra metallica (anche se in alcune edizioni involgarite si utilizza una semplice piastrella).
Anche il numero di birilli cambia a seconda del periodo e del luogo in cui viene praticato il gioco: i birilli possono variare nel numero da uno a dieci, mentre il materiale può variare dal legno al marmo alla ben più comune plastica.
Lo svolgimento del gioco dei birilli, esattamente come il moderno bowling, è semplice: i giocatori lanciano l’attrezzo, cercando di abbattere quanti più birilli possibile.
Il gioco si svolge tenendo conto dei punti di ogni singolo round (il sistema a punti è lievemente differente da quello del moderno bowling: normalmente ad ogni birillo abbattuto da un giocatore corrisponde ad un punto per la propria squadra, ma quando alla fine del turno le squadre rivali hanno ottenuto lo stesso punteggio, si ha un raddoppio dei punti ottenuti). Vince, ovviamente, la squadra che totalizza il maggior numero di punti alla fine del numero di round prefissati (normalmente una decina).