Giochi d’altri tempi: la ruzzola

Gioco della ruzzolaI giochi del passato, pur nella loro estrema semplicità, erano in grado di sviluppare la creatività e la fantasia dei giovani giocatori. La loro principale funzione, oltre naturalmente a far divertire, era quella di permettere lo sviluppo sia psicologico che fisico dei giovani, in una parola: promuovevano la socializzazione, quando Facebook era ben lungi dal nascere. Oggi parleremo della categoria delle ruzzole in cui rientrano tutti quei giochi in cui si usa un oggetto discoidale, con l’obiettivo di farlo rotolare il più lontano possibile.

A loro volta, a seconda della grandezza del disco, esistono tre categorie di gioco: le ruzzole (dimensione più piccola), il rulletto (dimensione media) e il ruzzolone (in questa categoria di gioco spesso l’oggetto è una forma di formaggio stagionato, che si aggiudicherà poi chi è riuscito a farla rotolare più lontano: è insieme oggetto e premio della competizione).

A causa della particolarità di questo gioco, le ruzzole si sono sviluppate soprattutto in territori collinari, luoghi cioè dove è possibile far rotolare i vari oggetti discoidali anche per lunghe distanze; utilizzando come campo da gioco le strade più scoscese (per chi si preoccupa delle condizioni del formaggio destinato a rotolare per le strade nella categoria “ruzzolone”: potete stare tranquilli! Il formaggio resta perfettamente commestibile, poiché tutti i formaggi stagionati hanno al loro esterno una crosta, dura e spessa, che non è commestibile e deve quindi essere scartata prima di consumare il formaggio.).

Storicamente, si pensa che il gioco delle ruzzole fosse già diffuso nella società Etrusca, a causa di un affresco trovato nella “Tomba dell’Olimpiade”, in cui è raffigurato un oggetto simile ad un discobolo, posto però nella posizione di lancio tipica delle ruzzole.

Siamo poi certi invece che il gioco fosse molto diffuso nell’antica Roma, mentre il fatto che fosse un gioco conosciuto nel Medioevo è attestato (oltre a vari reperti) da un proverbio che nomina proprio il gioco delle ruzzole. Allo stesso modo siamo sicuri anche che il gioco delle ruzzole, e per la precisione la categoria del ruzzolone, cadeva spesso preda di varie scommesso e giochi d’azzardo, andando ben oltre la forma di formaggio citata prima: è ancora diffusa nel modenese una favoletta popolare che racconta di un certo Baraccani che, sbagliando un lancio alle ruzzole, perse in un giorno la maggior parte dei possedimenti della sua famiglia, compreso il castello di Monterasello.

A causa della sua pericolosità, questo gioco fu bandito intorno al ‘600 da gran parte dell’Italia Centrale mediante editti o bandi, ma anche ai nostri giorni in gioco ha trovato difficoltà ad essere reimpiegato: poiché i cambi da gioco prediletti sono comuni strade, il lancio di ruzzole, e soprattutto di grosse forme di formaggio, si è reso molto pericoloso, potendo inoltre causare incidenti stradali. Per questo motivo ora come ora si sta cercando di spostare il gioco in strade inutilizzate, in maniera da non perdere questo gioco tradizionale, senza rischiare di causare incidenti.