Giochi d’altri tempi: le Torri Umane

Gioco delle torri umaneAvete presenti le classiche piramidi che fanno sempre le ceerleader nei film americani? Bene, queste figure sono presenti anche nelle tradizioni europee, anche se con alcune diversità. A differenza dei film americani, infatti, le torri umane, utilizzate soprattutto in Spagna (soprattutto nella regione della Catalogna), in Grecia, nelle zone del Nord Africa e nel Sud dell’Italia anche se con alcune formazioni diverse da luogo a luogo, sono normalmente di forma tondeggiante o al più quadrata, vengono costruite durante festività popolari e religiose, e non durante una partita di football, e sono accompagnate da canzoni o musiche tipiche del luogo.

Simbolicamente, con il gioco delle Torri Umane si vuole indicare la volontà di ascensione dell’uomo verso il cielo, anche se spesso sono utilizzate più come strumento di rivalsa o simbolo di forza da parte del popolo, soprattutto nei confronti dell’aristocrazia o nei confronti della Borghesia e, in generale, delle classi più agiate: proprio per questo molto spesso le canzonette d’accompagnamento alludono, nelle loro strofe, alla volontà di rivalsa dei ceti più umili nei confronti di chiunque sia sopra a loro.

A tutt’oggi esistono ancora numerose comunità ludiche, soprattutto al sud ed in particolare in Basilicata, che praticano comunemente questo gioco, e col particolare intento di tramandare la tradizione o lo spirito di questo gioco antichissimo.
Storicamente, le prime testimonianze di torri umane in Europa si presentano nel Medioevo, intorno al XV secolo, in Spagna, più precisamente in Catalogna e Valencia. In queste località, infatti, venivano organizzate delle danze in onore delle festività pasquali, danze che a volte terminavano con la costruzione di piccole torri umane appunto.

Anche se le prime testimonianze risalgono al 400, è indubbio che questa attività ludica abbia avuto il periodo di massima espansione tra il XVII e XVIII secolo, periodo in cui, secondo alcuni storici, la tradizione delle torri umane si sia trasferita dalla Spagna all’Italia.
Questa ipotesi è avvallata dal fatto che in questo periodo la penisola italica era sotto la dominazione spagnola: è quindi molto plausibile che i soldati di basso rango, spesso a forte contatto col popolo, abbiano trasmesso l’abitudine di costruire torri alle festività religiose, e che poi tale tradizione si sia allargata anche alle feste popolari.

Soprattutto in Italia, tale pratica ha sempre avuto forti significati morali, non solo di volontà di ascensione ma soprattutto di rivalsa e di elevazione, sia sociale che politica: non è da escludere, infatti, che il gioco importato dai conquistatori abbia assunto, simbolicamente, il ruolo di protesta contro l’asservimento straniero.