Aarklash: Legacy, tattica a volontà nell’ultimo wargame firmato Cyanide

Videogioco Aarklash LegacyMalgrado molti wargame debuttino con localizzazioni specializzate, mostrando agli utenti una quantità di lingue esponenziali tra cui poter scegliere per comprendere l’avventura, affermarsi all’interno di un mercato così densamente popolato e ricolmo di mostri sacri non è affatto semplice. Aarklash: Legacy si propone di rappresentare uno stendardo in grado di svettare orgoglioso sulla maggioranza dei prodotti attuali, iniziando da una trama particolarmente articolata e colorita.

Nell’universo di Aarklash è da tempo immemore avviata una guerra tra i Signori Oscuri di Acheron e i Baroni di Alahan. Avviene allo stesso modo che le spese delle fazioni in lotta siano state coperte con un ponderoso debito con la Gilda dei Goldmonger, la quale incorpora nelle sue file i cosiddetti Wheel Swords, mercenari espertissimi arruolati per riscuotere i debiti del regno.

La storia narrata inizia per l’appunto ponendo lo sguardo su un gruppo composto da quattro Wheel Sword, che diventeranno fuorilegge in seguito a svariate vicissitudini. Inizialmente, il nostro gruppo base sarà costituito dai protagonisti Nella, Wendaroo, Denzil e Knokka, che possono essere sostituiti a propria discrezione, secondo le proprie abilità di gioco.
Le tipologie di eroi proposte non hanno bisogno di ulteriori presentazioni, in quanto ricalcano le classiche suddivisioni a tema fantasy, dimostrandosi tuttavia differenti tra di loro per abilità di rapportarsi ai danni ed all’approccio bellico.

Caratteristica fondamentale di Aarklash: Legacy sarà difatti la combattività, fornendo sfida e personaggi in grado di eseguire sequenze preimpostate di azioni da compiere, mostrando dunque un gameplay strategico di ottima fattura, mostrando oltretutto un equipaggiamento in grado di abilitarci alla scelta di differenti orpelli per la personalizzazione.
Tecnicamente, mantenendosi in bilico tra la bontà generale degli scenari ed alcuni cali di stile dovuti alla colonna sonora non sempre appropriata, il titolo è valido, mostrando anche un discreto sforzo da parte degli sviluppatori di mostrare l’interfaccia di scelta principale in-game in maniere mai invasive, in grado di non interferire con lo svolgimento del gioco.

Cyanide porta così a schermo una prova di abilità non indifferente, immersiva ed in grado di rievocare la potenza dei titoli fantasy wargame più blasonati, mostrando così la felicità della scelta di aver salvato i codici originari del prodotto, destinati ad essere cestinati qualora il titolo fosse incorso in una diffusa mancanza di creatività in fase di progettazione.