Battlefield 4 e Call Of Duty Ghosts: un tuffo nel passato

Era il lontano 5 novembre 2013 quando il nuovo capitolo della saga di Call of Duty, COD: Ghosts, vide la luce. Come di consueto, affiancato dall’uscita del nuovo capitolo della serie Battlefield, andò a costituire l’offerta principale stagionale sotto il profilo FPS. Ma quanto è durato a destinare questo primato, che vede cozzare anno dopo anno, il titolo EA con quello di Treyarch/Activision?
Secondo le parole di Christofer Sundberg, fondatore di Avalanche Studios, siamo di fronte alla fine di questa situazione. “Credo che Call of Duty: Ghosts e Battlefield 4 rappresentino la fine di un’era. Non vedo un futuro per COD e penso che Battlefield continuerà a vivere come titolo esclusivamente multiplayer”. Queste le parole scritte da Sundberg sul suo profilo Twitter.

In effetti, le recensioni, sopratttutto quelle riguardanti il nuovo cod non possiedono toni cordiali, anzi, criticano, per la maggior parte, il lavoro svolto su questo nuovo capitolo (su metacritic, il punteggio dell’utenza è di 1.8/100). Le critiche sono perlopiù rivolte al comparto single player, anche una volta privo di mordente, scialbo e anonimo, salvabile solo per l’introduzione della feature dell’alleato canino, utile e che da un pò di varietà in fatto di gameplay.
In ambito multiplayer, qualche nuova buona idea e l’introduzione di una nuova modalità co-op chiamata “estinzione” (che prende il posto della leggendaria modalità “zombie”), salvano un pò la pellaccia, rendendo il prodotto accettabile, ma ormai vecchio e che su console next-gen, sembra acerbo e superato.

Basterà un’inversione di rotta per i prossimi capitoli per riportare in auge il franchise o verrà schiacciato dalla nuove pretese che si genereranno con l’avvento delle nuove console? Questo solo il tempo potrà deciderlo,così come il destino del titolo dei ragazzi di DICE.
Anche Battlefield, sostanzialmente, ripropone l’analoga formula del suo predecessore, portando così alla saturazione dell’ambiente fps, sempre più scarno e che propone ormai poche fresche e innovative alternative.
Anche per il nuovo capitolo pubblicato da EA, il punto debole è rappresentato dal comparto della campagna in single: l’esperienza risulta infatti atona e priva di spunti per tenere incollato il giocatore allo schermo.

Le novità che tengono a galla il titolo, come di consueto, vengono proposte in ambito multiplayer. Ma per quanto ancora esse basteranno a salvaguardare il brand di Battlefield?
Sundberg da per scontato che le prossime produzioni vedranno la presenza del solo comparto multiplayer; di certo tale mossa non ci stupirebbe (magari con un relativo taglio di prezzo?).
Staremo a vedere, per ora non resta che optare per uno dei due titoli (o nessuno dei due o entrambi) in attesa di capire quale sarà il futuro di giochi che hanno marchiato la generazione corrente.