Dark Void: un progetto di retrogaming per Capcom

Videogioco Dark VoidLa nota software house di Osaka è sempre protesa verso nuove sperimentazioni in campo videoludico, e Dark Void si presenta come uno dei progetti principali intrapresi negli ultimi anni, nel tentativo di portare su console di nuova generazione un titolo nato originariamente per NES alla fine degli anni Ottanta, ma difficilmente concretizzato in seguito all’uscita del Super Nintendo.

L’introduzione di gioco consiste in un flashback di estrema lunghezza, in cui comprenderemo i ritmi di gioco che si riflettono in sparatorie contro nemici che in quanto a realizzazione grafica hanno qualche debito con la serie Mass Effect. L’intelligenza artificiale riesce a comportarsi in maniera valida, per quanto il titolo sia incentrato fondamentalmente sul volo tramite il nostro prezioso jetpack.

Il cambio della prospettiva di gioco è immediato, e pare accennare direttamente alle promesse di giocabilità e innovatività di cui aveva fatto tanto parlare nei decenni passati. Lo sviluppo in senso orizzontale viene così a districarsi in verticale, dove affronteremo selvagge arrampicate e metteremo alla prova le nostre capacità di guerra mentre veniamo inquadrati da una telecamera pronta a seguire tutti i nostri spostamenti, richiedendoci di fare buon uso dei nostri riflessi, in quanto ogni piattaforma di gioco può trasformarsi in un pretesto di attacco per il nemico.

Non mancano i momenti di disorientamento e smarrimento, in cui è parecchio complicato comprendere dove rivolgersi e quale parte del livello affrontare, ma il tutto fa parte del gioco quanto i gradevoli quick time event, riprodotti con una fisica egregia e la giusta adrenalina.
Il decollo tramite jetpack, accessorio fondamentale del gioco, richiede qualche minuto di pratica in quanto i primi voli tenderanno sempre a sfociare in qualche scontro aereo contro gli elementi dello scenario. I cambi di velocità e le curve repentine si tramuteranno però in grande libertà in breve tempo, e seguendo le traiettorie più svariate.

L’Unreal Engine, motore grafico ufficiale del gioco, gestisce le texture in maniera soddisfacente, salvo qualche elemento eccessivamente piatto rispetto all’impressione complessiva, e alcuni elementi di gameplay da smussare quali la gestione delle morti dei nemici su lunga distanza.

Dark Void è comunque un buon tentativo di riportare alla memoria un vecchio classico, facendolo con degli spunti di tutto interesse, e per di più rimodernandosi da cima a fondo.