Disgaea D2: A Brighter Darkness, Nippon Ichi torna con un GdR unico nel suo genere

Disgaea D2 A Brighter DarknessNippon Ichi torna in gran stile a far parlare di sé su PlayStation 3, in una nuova avventura GdR, sicuramente non alla portata di chi non ha confidenza con questo genere. Un titolo appassionante ed innovatore, in grado di implementare massicce dosi di strategia senza mai stancare.

Per quanto questo titolo possa differire dai comuni (ed Occidentali) RPG strategici, proponendo un approccio irriverente e bizzarro nel proporre gameplay, l’occhio dell’utente torna sempre sulle trame complesse ed intricate, a discapito di una presentazione grafica nella norma, non in grado di far stupire più di tanto.

La saga di Disgaea è giovane e prolifica, e mette a disposizione 74 trofei, per un totale complessivo di 66 Bronzo, 5 Argento, 2 Oro ed un Platino finale.
I bronzi saranno specificamente fondati sull’ingresso nel proprio roster di particolari personaggi, percentuale di avanzamento a livello di quest principale e capacità individuali nell’esecuzione di svariate combo e danni inferti nelle battaglie.

Per proporre un livello di difficoltà maggiore, Argento e Oro si fondano completamente sul completamento delle sub-quest, basandosi inoltre sulle performance ottenute tramite sconfitta di alcuni boss, sempre secondari, e sulla raccolta di gran parte degli oggetti disponibili sul piano di gioco.

Il ritorno dei protagonisti principali, a cui i gamer sono più affezionati – per intenderci, quelli che hanno reso celebre il franchise -sarà uno dei lati più importanti del gioco: tornano difatti, come nuovi, Laharl, Flonne e Etna in una missione speciale congegnata per dare al nuovo sovrano la fama sconfinata che ad egli spetta, infondendo nelle scene di intermezzo così come nella trama complessiva la giusta goliardia, tipica dei J-RPG, brillando in un franchise che si rivela essere di punta per la casa Nippon Ichi.

Al nocciolo della strategia tutto rimane invariato, inserendo opportune mappe a griglia in stile strategico, fissandosi prevalentemente su uno stile di gioco offline. L’artwork è convincente, per quanto ridotto graficamente al minimo indispensabile.
Una aggiunta degna di rilievo invece concerne i tratti evility, condizioni particolari assegnabili agli alleati per rendere più agevole determinate strategie specifiche di scontro.

Tra extra e componenti premium, Disgaea non delude anche nel suo sequel più prominente, mostrando i muscoli in maniera non indifferente rispetto alla media della produzione J-RPG.