Gears of War: Judgment, il nuovo capitolo

Ci separano pochi giorni dall’uscita del nuovo capitolo di uno dei giochi la cui saga ha catturato maggiormente l’attenzione degli appassionati durante questi ultimi anni. Il gioco di cui parliamo si chiama Gears of War: Judgment, che, in questa release, riuscirà ad offrire molti spunti innovativi pur rimanendo fedele a quello che finora abbiamo visto.
D’altra parte, non sarebbe stata una scelta logica quella di operare un cambio di rotta: per questo Epic Games ha scelto di mettere in opera diversi accorgimenti che non mutassero l’essenza che ha caratterizzato questa serie.
Dunque, il 22 marzo Gears of War: Judgment, con un prequel che nasce senza Cliff Bleszinski (il creatore della saga), avvierà un nuovo scontro contro le Locuste, ed avvierà contemporaneamente un altro scontro, quello diretto verso la concorrenza che, nel frattempo, ha fatto sue quelle dinamiche innovative che il gioco introdusse sette anni fa. Riuscirà nell’impresa?

Per il momento dobbiamo prudentemente aspettare l’uscita del gioco prima di esprimere giudizi più o meno definitivi, ma nel frattempo lo sviluppatore People Can Fly ha avuto modo di presentare alcuni aspetti e funzioni in un incontro avvenuto con la stampa negli studi Microsoft. Naturalmente non poteva mancare la classica e sempre attesa prova su strada, nella quale sono state coinvolte sia la modalità multiplayer che quella single.

Gears of War: Judgment è davvero bello da vedere, scorre fluido e contiene tutti i valori a cui la serie ci ha abituato negli anni.
Negli anni tutte le innovazioni dell’originale Gears of War, uno dei titoli che hanno segnato la generazione, sono state riprese e rielaborate in mille salse, rendendo il genere dei third person shooter uno dei più evoluti e allo stesso tempo inflazionati.

Per approfondire il lavoro fatto sulla parte tecnico-visivo, Waylon Brinck, art director di People Can Fly, ha lavorato partendo da una base oramai consolidata unitamente alla volontà di raccontare qualcosa di completamente nuovo. In una recente intervista ha affermato: “È stato incredibile poter tornare sulla direzione artistica di un progetto come Gears of War, mi ricordo quand’ero in coda fuori dal negozio al tempo dell’uscita del primo capitolo, non avrei mai immaginato di fare tutta questa strada. Per me è come stare sulle spalle dei giganti, disponiamo di una visione artistica eccellente e di un motore fantastico.
Uno dei nostri principi è stato quello di voler mostrare questo processo brutale e violento: sullo schermo ci sono più esplosioni, fuoco e fiamme. Edifici e costruzioni costantemente in procinto di crollare vengono accompagnati da alcune interessanti modifiche al motore, che in particolare ci hanno permesso di fare un miglior lavoro in termini di effetti particellari e illuminazione. Parecchia ottimizzazione si è resa necessaria per produrre ambienti più ricchi di nemici e in generale un mondo non post apocalittico, ma dove l’apocalisse è in corso di svolgimento.
L’impostazione delle due campagne è completamente nuova e inedita per gli appassionati della serie. Per crearla siamo partiti dallo stile di Gears of War e vi abbiamo mescolato ispirazioni prese da città realmente esistenti, su tutte San Francisco
“.

Sembra insomma che le esperienze frenetiche di People Can Fly si mescolano molto bene con i toni horror dettati da Epic Games. Gears of War: Judgment non è un gioco rivoluzionario e il comparto visivo, così come quello ludico, sembra uscire rielaborato ma non stravolto dal coinvolgimento di People Can Fly.
Un’esclusiva importante che a fine ciclo di vita di Xbox 360 dovrebbe intrattenere quel tanto che basta in attesa delle nuove generazioni che dovranno cercare di ripetere l’exploit di Gears of War.