Heroes of the Storm – recensione

In seguito ad una lunga fase di progettazione creativa, Heroes of the Storm esce finalmente dalla closed beta entrando a far parte ufficialmente dei giochi in stile MOBA più attesi da sempre dopo la BlizzCon, la convention della software house Blizzard in cui sono state spiegate le recenti scelte che hanno portato alla realizzazione del franchise più vicino al popolare World of Warcraft, grazie ad un gameplay che porta seriamente il giocatore ad affrontare le sfide in multiplayer in modalità team, piuttosto che in un semplice gaming in solitaria.

 

Heroes of the Storm prevede squadre di cinque componenti affrontarsi su una serie di mappe in cui sono dislocate, come la tradizione dei fantasy da affrontare in team fight vuole, fortini e strutture difensive di vario genere, che dovranno essere abbattute e rase al suolo prima di passare al cosiddetto “Nexus” degli avversari. Potremo a questo scopo fare ricorso ad una serie di personaggi in grado di dare assedio ai nemici, tra cui gli assedianti, con un range di attacco piuttosto elevato ed in grado di risultare letali anche sulle lunghe distanze, i combattenti; che preferiscono lo scontro ravvicinato, e i boss, che come si può dedurre dal nome sono capaci di vere e proprie svolte tattiche contro gli avversari, condotte con la dovuta forza.

 

Le partite previste in Heroes of the Storm sono generalmente più che movimentate, in quanto cercano di coinvolgere ogni aspetto dei gamer che vi partecipano, riducendo inoltre i tempi di spostamento da un luogo all’altro della piattaforma introducendo speciali cavalcature e checkpoint all’interno della mappa, da richiamare immediatamente per teletrasportarsi in un luogo in cui avverrà il prossimo scontro.

In definitiva si possono valutare le dinamiche del nuovo fantasy MOBA di Blizzard simili, anche se non identiche, a quello del bestseller World of Warcraft, che tra un DLC e un’aggiunta di contenuti su più livelli in termini di mappe e gameplay può vantarsi di essere assieme al titolo di cui abbiamo parlato uno dei principali motivi che rendono la software house vincente nel mondo del videogaming moderno.