Kingdoms of Amalur: Reckoning

 

Dopo essere stato annunciato in grande stile da parte di Electronic Arts come un progetto in grado di portare nuovi standard di giocabilità nei giochi di ruolo occidentali, Kingdoms of Amalur: Reckoning sembra possedere le carte in regola per soddisfare le pressanti richieste dei fan.

Il team spropositato di programmatori e designer reclutato per la definizione di questo progetto include infatti celebri scrittori fantasy degli Stati Uniti quali Robert Anthony Salvatore e, per la posizione di capo designer, Ken Rolston (che già lavorò con ottimi risultati ai titoli Oblivion e Morrowind).
Ispirazione immediata per questo titolo è data dall’action in stile giapponese, farcito di azione e di surrealismo, per arrivare ad una componente artistica e grafica di elevato livello, offrendo al giocatore svariati elementi da visionare.

Kingdoms of Amalur: Reckoning, originalità ad ogni costo

Kingdoms of Amalur: Reckoning non contiene, a questo proposito, elementi ispirati da trame cinematografiche o altri giochi: si tratterà di un titolo in grado di vivere delle proprie capacità, in grado di portare avanti la tradizione iniziata da titoli potenti quali Fable o World of Warcraft per quello che riguarda il multiplayer.
Un trailer in grafica cinematica ci mostrerà gli obiettivi della campagna principale, dove è previsto come protagonista un eroe classico, chiamato dalle popolazioni del luogo a riportare pace in Faelandia, punto focale del continente di Amalur.
Il nostro personaggio si renderà conto di essere rimasto l’unico essere umano, e di essere senza futuro: egli vivrà così solo nel presente, per affrontare eventi che lo vorranno al centro di trame sempre diverse, mostrate da labirintiche missioni secondarie che costituiscono il punto d’onore di tutta l’opera.

Kingdoms of Amalur: Reckoning, combattimenti in tecnica combo

Per quanto riguarda il sistema di lotta, l’efficace sistema di combo viene affiancata purtroppo ad una gestione abbastanza deludente dell’intelligenza artificiale dei nemici, così come dei glitch che bloccano il personaggio all’interno di alcune conformazioni poco agevoli del terreno. I punti Abilità che riceveremo durante gli scontri andranno ripartiti tra varie capacità di lotta, al fine di personalizzare il proprio eroe e renderlo adeguato al nostro stile di combattimento.

La presenza, infine, di un sistema di dialoghi prevalentemente testuali si rende un’alternativa molto comoda alle pesanti scene in CGI di gran parte dei titoli moderni, conferendo alla narrativa ed alla grafica un tocco di classicità molto apprezzato, che rende appieno il carattere e l’emotività dell’eroe principale. Un altro valido titolo di Electronic Arts, influenzato da difetti minimi, sui quali si può comunque soprassedere.