Project Root, proiettili per XBox One e PS4

Nato sulla celebre piattaforma di crowdfunding Kickstarter, Project Root è un progetto videoludico che affonda le proprie radici in diverse piattaforme, tra cui non mancano le classiche console casalinghe, né i PC. Il contenuto di questo spettacolare titolo per Xbox One è sostanzialmente uno shooter grafico assimilabile alla cosiddetta “old school” giapponese, costituita da una buona quantità di dialoghi e cutscene che ci terranno compagnia durante il caricamento di uno stage e l’altro.

Project Root, missioni e proiettili a 16bit

Project Root ci mette nei panni di un ambizioso protagonista, un militare con velleità di pilota, che desidera mostrare agli altri colleghi quanto sia abile nelle sue missioni volte a sventare i piani di una corporazione a dir poco oscura, che tiene in mano la distribuzione della fornitura energetica delle città del futuro di cui Project Root ci parlerà.
Attraverso un approccio grafico a 16 bit, questo discreto shooter coinvolge veterani e nuovi giocatori, grazie all’accostamento di dettagli che rende un’atmosfera simile al 3D più in voga sulle console portatili. Nel gioco saremo liberi di seguire tracce e percorsi da noi stessi decisi, limitandosi a seguire le indicazioni fornite da un radar incorporato per scoprire a quali obiettivi dobbiamo rivolgere la nostra attenzione.

Project Root mette inoltre al centro dell’attenzione del giocatore una frenesia ed un’accelerazione grafica invidiabile, di certo capace di mettere seriamente alla prova le nostre capacità di seguire i movimenti sullo schermo dei nostri nemici, compito reso ancora più difficoltoso dalle sole tre vite a disposizione, mentre si è raggiunti, spesso, dai proiettili nemici provenienti da molteplici direzioni.
Ricercare quindi un equilbrio tra fuga e lotta, assieme ad un utilizzo parsimonioso delle munizioni e dei power up reperibili lungo gli stage, è una prerogativa fondamentale di questo shooter esaltante e fuggente, di certo uno degli “highlight” del 2015 per quanto riguarda il genere.

Non è certo apprezzabile la scelta di raccontare la storia usando, anzichè cut-scene, immagini e testo molto piccolo che inizia ad apparire solo a metà partita. Come si può supporre, cercando di leggere il testo in miniatura nel bel mezzo di un combattimento con proiettili che schizzano da tutte le parti è un modo rapido per raggiungere un game over.

Dal punto di vista visivo, Project Root è decente, ma niente di entusiasmante. Tutto sembra abbastanza solido, con alcuni degli effetti visivi relativi alle esplosioni sono molto piacevoli da guardare. Però il gioco è privo di qualsiasi tipo di stile o personalità.

Per quanto riguarda l’audio invece dobbiamo dire che non è dei migliori che abbiamo ascoltato. A qualcuno potrebbe sembrare addirittura pessimo e irritante per il fatto che le due stesse tracce vengono ripetute su ciascuna delle missioni. Oltre a mancare di varietà, la colonna sonora è prima di tutto terribile da ascoltare.