South Park: Il Bastone della Verità, irriverenza e comicità in un solo titolo

South Park: Il Bastone della VeritàAlla Gamescom è recentemente stato presentato South Park: il Bastone della Verità, confermandone tutta la carica potenzialmente irriverente e dissacrante dello show cartoonesco da cui è tratta.

La storia è stata trasposta da Obsidian in questo gioco di ruolo evitando accuratamente ogni tipologia di compromesso, al fine di raggiungere il più vasto pubblico possibile.
Le prese in giro sono notevoli per qualità e quantità, educando il pubblico a riscoprire effettivamente quanto è stato scoperto nel corso degli anni durante la storia, includendo personaggi improbabili quali il “Somaro Ridacchiante” alla ricerca del Bardo, con armi dotate di un’allure anti-epica, come controcanto alle saghe fantasy più celebrate, utilizzando un cartone della pizza come scudo.

I dialoghi brillanti e le situazioni al limite del paradosso sono unite da comparti ruolistici dotati di statistiche, inopportune magie alquanto scatologiche e una articolatissima personalizzazione del party. In sviluppo da tempo presso gli studios di Obsidian, South Park: il Bastone della Verità fa parte di quei titoli di cui venne decretata la mancata paternità distributiva, visto il repentino fallimento di THQ, ritrovandosi senza un publisher disponibile.

Con una buona dose di fortuna, il progetto è stato acquistato da Ubisoft, ottenendo un corposo spazio all’interno dei progetti del colosso francese.
Come chi è interessato al titolo sa, la storia verte attorno ad un gioco di ruolo organizzato dai quattro protagonisti, che coinvolgerà l’intera cittadina, oramai divisa da conflitti e fazioni intenzionate a mettere le mani sul Bastone della Verità, che non dimostra essere altro se non un comune pezzettino di legno.

Questa immaginaria battaglia che ne consegue, è di fatto una parodia della sete di dominio che contraddistingue titoli ben più epici in circolazione, addensando l’antefatto a piccoli capolavori di comicità, interagendo con l’ambiente circostante, di fatto liberamente modificabile, ed in grado di strappare un sorriso anche al più arcigno dei giocatori, utilizzando idranti, cartoni di cibo e quant’altro la fantasia suggerisca per gli eroi a schermo.

Il design degli elementi di equipaggiamento è estremamente ilare, i produttori hanno preteso carta bianca anche su questo fronte, dotando i presenti di tenute sado-masochistiche, armi improbabili e derivate tutte da una tradizione dissacrante.

Un’esperienza dunque profonda per quanto ilare e divertente, in grado di includere tutti gli elementi canonici dei RPG, trascendendoli infine con una marcata dose di surrealismo.