The Chaos Engine: un ritorno del celebre sparatutto per PC

Nei meravigliosi anni Novanta del mondo videoludico, quando il talento si sposava con l’ innovazione tecnologica disponibile al momento al fine di regalarci dei titoli in grado di porre le basi per i successivi gameplay degli anni duemila, avveniva imperterrita la produzione di capolavori capaci di concretizzare fattori di riuscita del gioco con una discreta tecnica realizzativa.

I Bitmap Brothers, dotati di uno stile inconfondibile e di comparti tecnici adeguati, sono stati tra i primi a produrre innovazione in tal senso, ed i loro exploit sono stati un crescendo di qualità, fino ad arrivare al noto sparatutto The Chaos Engine, il quale festeggia il ventennale nel 2013.

Mastertronic ha deciso perciò di celebrare tale evento offrendo una release rimasterizzata e migliorata del gioco per PC, conservando la struttura originale, ma migliorando alcuni aspetti grafici ed implementando una modalità multiplayer online, svariati setting che vanno a confluire in funzioni di salvataggio per la partita e alcuni filtri grafici in grado di ristabilire proporzioni utili al gaming moderno.

Il titolo mostra dunque la medesima grafica del 1993, adeguandola al chipset grafico AGA, ed un supporto, per quanto appena abbozzato, per Xbox 360. La modalità cooperativa online mostra finora purtroppo un lag abbastanza evidente da dissuadere all’utilizzo di tale opzione.

Va detto comunque, però, che il titolo è caratterizzato da un eccellente level design e un valido sistema di potenziamento per i personaggi principali, che dovranno, secondo la trama, distruggere un dispositivo – il cui nome si rifà a quello del videogame – che ha dalla sua una volontà individuale, e che da tempo proietta nel tempo e nello spazio mostri e demoni di indiscutibile portata distruttiva, il tutto in un’ambientazione estremamente cara ai gamer moderni, direttamente rifacentesi all’epoca vittoriana.

Facilmente identificabile in questo tentativo di “reissue” la necessità prettamente commerciale, però di porre in essere un titolo simile per il semplice desiderio di ottenere il favore delle falangi di fan giovani desiderose di provare un gioco entrato a far parte delle pietre miliari di genere, mettendone comunque a disposizione una versione scarsamente curata e con qualche bug qua e là.