The Room Two: il sequel per App Store

The Room TwoThe Room Two, dopo un debutto che ha coinvolto i dispositivi Apple portatili, coinvolgendo vaste fasce di giocatori amanti dei titoli indie, è tornato con un nuovo titolo fondato sulla risoluzione di piacevoli enigmi.

The Room Two è una realizzazione dello studio inglese Fireproof Games. Questo studio ha debuttato recentemente costruendo la propria fortuna su giochi di stampo horror non troppo spinto, in grado di piacere a chiunque.

La scelta di visibilità di Fireproof, considerata la poca esperienza e la molta voglia di emergere, è molto coraggiosa. The Room Two è riuscito infatti a passare in mano a molti giocatori, che hanno decretato un’alta posizione del titolo nelle classifiche generali.

The Room Two, gameplay

The Room Two conserva gli aspetti originali del primo episodio. Infatti contiene una serie di rompicapi ben congegnati all’interno di piccole stanze virtuali (il paragone con i noti 100 rooms e Doors è inevitabile). In questi locali potremo scegliere oggetti di varia forma e misura per costruire pattern tematico con cui interagire con l’ambiente.

I puzzle sono ben congegnati. Sono connessi da un tratto d’unione unico e affrontabile con disinvoltura grazie al touchpad. Spesso per avanzare ci verrà richiesto di utilizzare manopole, spostare elementi o muovere leve, incrementando la difficoltà in maniera notevole se si considera la semplicità dei primi episodi, in cui era necessario limitarsi ad un solo tavolo operativo in cui l’avventura prendeva luogo.

L’atmosfera diventa sempre più cupa a causa dell’uso persistente delle texture oscure e precise in modo tagliente. Purtroppo dal lato longevità The Room Two non sembra presentare opzioni considerevoli. L’esperienza di gioco è limitata e malgrado la qualità sia ottimale sia presente una localizzazione italiana appetibile, la durata non soddisfa. Si tratta quindi di un gioco dedicato ad ampliare i gusti di chi si dedica ai puzzle non più di qualche mezz’ora giornaliera.

I comandi rimangono dunque molto semplici ed improntati all’immediatezza. La visuale utilizzata è sempre in first person e si potrà zoomare sfruttando un doppio tap, eseguire uno swipe per osservare l’ambiente circostante, utilizzare gli strumenti raccolti a nostra disposizione con un semplice touch.

I controlli sono estremamente precisi ed ottimizzati per le ultime uscite portatili, tra cui iPad Retina. Per i più inesperti sono previsti anche preziosissimi aiuti in grado di guidarci percorrendo i sei livelli di gioco.
In conclusione, impianto sonoro e capacità di coinvolgimento rimangono punti fondamentali di questo sequel made in Fireproof, in grado di strappare qualche momento di divertimento ai giocatori di puzzle “professionisti”.